Protezionistica lavoratori

I rischi aggiuntivi cui sono esposti i lavoratori operanti presso un sito RM, ed in particolare nella sala magnete , sono principalmente dovuti all’esposizione a campi magnetici ed elettromagnetici, a corpi ferromagnetici violentemente attratti, al rumore e per magneti superconduttori a rischi derivanti dalla manipolazione o dalla dispersione di liquidi criogenici. Mentre con protocolli di sicurezza si puo’ porre in atto un’adeguata e sufficiente protezione degli ultimi due, i rischi dell’esposizione al campo magnetico statico sono sempre presenti quando si frequenta la sala magnete. I meccanismi fisici e biofisici di interazione del campo statico sono, oltre ad effetti meccanici su corpi ferromagnetici esterni o interni all’operatore, effetti di traslazione e orientazione di molecole sensibili, forze elettrodinamiche su cariche in movimento, interferenze con gli stati di spin elettronico ed induzione di effetti su tessuti o organi con molteplicita’ di cellule eccitabili e/o con attivita’ elettrica spontanea. Una revisione dei meccanismi di interazione del C.M. statico con la materia vivente e’ riportata nelle linee guida ICNIRP (2009) sui limiti di esposizione a campi magnetici statici. Sono quindi esclusi dall’attivita’ lavorativa in RM i portatori di pace makers o di impianti attivi o passivi che potrebbero interagire con il campo statico.
Per valori inferiore a 8T gli effetti biologici sono acuti e di tipo transitorio  e consistono principalmente nella sensazione di sapore metallico in bocca e, per valori superiori a 2T, nell’induzione di vertigini, nausea o diminuzione temporanea nel coordinamento occhio-mano e si manifestano a seguito di movimento del corpo nella direzione del gradiente di campo disperso o rotazione del capo. La sensibilita’ a questi effetti e’ soggetta alla variabilita’ individuale, tuttavia possono essere eliminati riducendo la velocita’ di movimento. Non c’e’ evidenza di effetti sanitari significativi al di sotto del limite di 8T.
L’ICNIRP pertanto raccomanda che ‘l’esposizione professionale della testa e del tronco non superi un valore di picco spaziale dell’induzione magnetica pari a 2 T, tranne nella seguente circostanza: per attività lavorative per cui si rendano necessarie esposizioni al di sopra di 2 T, si possono consentire esposizioni fino a 8 T se l’ambiente è controllato e se vengono messe in atto adeguate procedure di lavoro che controllino gli effetti indotti dal movimento. Gli effetti sensoriali dovuti al movimento all’interno del campo possono essere evitati rispettando le restrizioni di base fissate nelle linee guida per i campi ELF. Se limitate alle estremità, sono accettabili esposizioni massime fino a 8 T.’
La legislazione europea e nazionale in relazione ai limiti occupazionali in RM e’ a tutt’oggi ambito di discussione. La legislazione italiana, nell’ all.1 D.M. 2/8/91  impone limiti solo per il C.M. statico, basati sul concetto di rischio commisurato all’intensita’ del campo ed al tempo di esposizione, ricomprendendo per gli altri campi fisici in gioco (gradienti temporali di campo magnetico e radiofrequenze) gli stessi limiti proposti per i pazienti. Il limite proposto per il corpo intero puo’ arrivare a 2T con una durata massima di 15 minuti/giorno ed a 200 mT con una durata massima di 60 minuti/giorno.Non ci sono aggiornamenti successivi in quanto il testo unico sulla sicurezza (D.Lgs.81/2008)  ha incluso al capo IV titolo III il D.Lgs. n.257 : ‘Attuazione della direttiva 2004/40/CE sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici)’ che fornisce indicazioni quantitative sui limiti di esposizione a campi magnetici ed elettromagnetici e si aggancia alla direttiva stessa per quanto riguarda l’entrata in vigore (art.306). L’applicazione della direttiva 2004/40/CE e’ stata posticipata due volte (Direttiva 2012/11/UE) anche a causa della inapplicabilita’ dei limiti proposti per alcune attivita’ presso impianti RM, quali ad esempio le attivita’ interventistiche e ad alti valori di campo. Tali osservazioni sono state formalizzate e segnalate al parlamento europeo dal gruppo  ‘Alliance for MRI’, fondato nel 2007 che ha stimolato in questi ultimi anni molti lavori scientifici e di ricerca in questo ambito. Il termine  per il recepimento della Direttiva era il 30/10/2013.
E’ stata invece presentata una proposta per la modifica della direttiva europea  che e’ stata recepita con la Direttiva 2013/35/UE. (Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulle disposizioni minime di sicurezza e di salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici)  + errata corrige). Per un commento piu’ dettagliato sulla nuova direttiva si veda anche la pagina ‘Normativa Europea‘.

Documenti:

ICNIRP
Report per commissione europea
Crozier, Liu 2005
Wang et al 2008
Glover 2007
Glover 2009

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